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(22/06/2021) - Giorgi e la Bonarda La Gallina raccontati da Lucrezia Ripanti

Lucrezia Ripanti è stata la migliore tra gli studenti del corso di studi di Scienza e Cultura della Gastronomia dell’Università di Padova che hanno realizzato un articolo su Giorgi, azienda dell'Oltrepò Pavese, nell'ambito del progetto presentato in aula dal nostro Mauro Giacomo Bertolli

Giorgi e la Bonarda La Gallina raccontati da Lucrezia Ripanti

Una bella storia di collaborazione, iniziata con quella che doveva essere una lezione tenuta con zoom all'Università di Padova dal nostro Mauro Giacomo Bertolli, invitato dai docenti Luca Agostinetto e Marco Ius, nell’ambito del corso di Comunicazione dell’Enogastronomia (per il corso di studi di Scienza e Cultura della Gastronomia dell’Università di Padova).

Mentre si organizzava il tutto, la lezione è diventata in presenza, con una degustazione di vini in aula, il coinvolgimento di personalità del mondo del vino, di case vinicole, del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, fino ad arrivare a realizzare una tavola rotonda a Broni e a molto altro…..se vuoi saperne di più    CLICCA QUI

Questo bell’articolo di Lucrezia Ripanti è uno dei tanti risultati finali del progetto.

La “Gallina” di cantina Giorgi, Bonarda dell’Oltrepò Pavese frizzante DOC

Il vino di cui tratterò, nello specifico la Bonarda frizzante DOC, dell’Oltrepò Pavese, proviene da un territorio esteso a sud del Po, la cui forma ricorda quella di un grappolo d’uva, segno profetico di come la vite fosse predestinata a questo ambiente, in effetti ideale per la sua crescita. La varietà del territorio, la vicinanza del mare e la presenza di fiumi e torrenti, influiscono positivamente sul clima, risultando mite, temperato e con eccellenti escursioni tra il giorno e la notte, ideali per lo sviluppo ottimale di questa pianta. Il luogo in questione è la punta più meridionale della Lombardia, in provincia di Pavia, che confina con Piemonte, Emilia e Liguria. È costituito da 4 valli principali, tra cui la Val versa, fiore all’occhiello per la produzione di numerosi vini a denominazione d’origine controllata fra cui la Bonarda frizzante DOC.

Tuttavia prima di parlare del vino degustato, ritengo opportuno soffermarmi sulla cantina produttrice per cui sulla famiglia Giorgi, nota nel settore della viticoltura, che da sempre punta a realizzare un’azienda vitivinicola di primaria importanza. Tale ambizione spinse i fratelli, Antonio e Gianfranco ad acquistare nel 1970 una seconda cantina, moderna e tecnologicamente molto avanzata, a Canneto Pavese. Questo passo li consacrò a produttori di vino di alta qualità e la costruzione della terza cantina ne aumentò la visibilità a livello nazionale. Il loro successo è frutto di grande passione e dedizione, aspetti che caratterizzano i figli di Antonio, ai quali sono passate le redini dell’azienda.

Fabiano oltre a dirigere l’azienda occupandosi di vendite, marketing e coordinando gli enologi dalla produzione all’imbottigliamento, ha risaltato il nome dell’azienda creando una linea di vini dedicata e voluta dal celebre conduttore Gerry Scotti. La sorella Eleonora è invece la responsabile dell’amministrazione. Hanno ricevuto premi come Tre Bicchieri Gambero Rosso e Cinque Grappoli Bibenda che coronandone il loro successo ne ripagano gli sforzi.

La cantina Giorgi oltre a rappresentare l’Oltrepò pavese nel mondo, esportando in ben 59 paesi diversi, è l’autrice della Bonarda frizzante DOC La Gallina, il vino da me assaggiato e realizzato nel 2019.


La bottiglia conosciuta come “LA GALLINA” ha un gusto asciutto e suadente con una buona struttura e persistenza. La varietà d’uva con cui viene realizzata la Bonarda è la croatina, come stabilito nel disciplinare di produzione, che ne conferisce un color rosso rubino, carico, con riflessi violacei e porpora. Le uve vengono raccolte rigorosamente a mano e dopo una prima fase fermentativa ne viene indotta una seconda, la malolattica, molto ricercata nei vini rossi, completamente svolta per ridurne l’acidità.

La fermentazione malo-lattica nei vini rossi
La fermentazione malo-lattica avviene dopo la prima fase di fermentazione dei vini rossi. I batteri, oenococcus oeni e lactococcus lacti, responsabili di questo processo, trasformano l’acido malico in lattico ingentilendo il vino che perde il sapore agro, acerbo e duro. Avviene di solito spontaneamente in Primavera per effetto dell’aumento della temperatura e termina con la conclusione della fermentazione alcolica. È gradita nei rossi per aumentarne la morbidezza.
 

I sentori sprigionati da questo vino rievocano il profumo emanato dai frutti selvatici, percepito durante un’ipotetica passeggiata nel bosco, non a caso l’intenso bouquet olfattivo è ricco di rimandi alle marasche, alle fragoline di bosco e ai lamponi maturi con sfumature di peonia e violetta. Ideale da bere in compagnia degli amici ma perfetto anche come vino quotidiano, va servito ad una temperatura tra i 16 e i 18°. Avendo un carattere versatile ed eclettico si sposa bene con salumi, primi piatti, brasati, stufati e formaggi a pasta dura.

Lucrezia Ripanti

 

 


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