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Gianatti Giorgio, l'uomo del Grumello

Conosciamo meglio, attraverso una simpatica chiacchierata, uno dei protagonisti della viticoltura valtellinese, titolare di un'azienda piccola in dimensioni, ma grande in vino

Gianatti Giorgio, l'uomo del Grumello

 

LE INTERVISTE DI www.italiadelvino.com


Dopo alcuni anni passati a presentare vini, cantine ed eventi del mondo del vino, percorrendo migliaia e migliaia di chilometri, girando di cantina in cantina, ho deciso di dare ancora più spazio ai veri protagonisti di questo magico mondo, i produttori: da qui l'idea di farveli conoscere, intervistando uno ad uno tutti coloro che hanno avuto voglia di aderire a www.italiadelvino.com . Il progetto è ambizioso, perché si tratta di fare qualche centinaio d'interviste. Ho così deciso di avvalermi anche della penna di alcuni dei collaboratori-colleghi che mi hanno accompagnato in tratti di questo percorso. Il primo è Augusto Gentilli.

Mauro Giacomo Bertolli

2016-02-24
11.000 bottiglie di Grumello e passione: ecco raccontata, in estrema sintesi, la produzione di Giorgio Gianatti a Montagna in Valtellina, all'interno della sottozona Grumello del Valtellina Superiore Docg. Un'Azienda storica, da sempre a conduzione interamente famigliare, che fa del rispetto della tipicità dei vini di questa Valle la propria cifra stilistica. Un uomo di poche parole, concreto e attento più alla sostanza che all'apparena come dimostrato, oltre che dalla qualità dei suoi vini, dalla scelta di praticare una viticoltura a basso impatto basata sulla lotta integrata.

Giorgio puoi  raccontarci gli eventi più significativi della storia della tua Azienda?
La mia famiglia produce e vende vino da almeno cinque generazioni; io ho dovuto prendere in mano l'azienda a soli 18 anni a causa di una malattia di mio padre. Una volta guarito, mio padre, visto quanto mi fossi appassionato, decise di affidarmene la gestione pur continuando ad aiutarmi. Col 1983, decisi di imbottigliare il mio vino, non limitandomi più a vendere vino sfuso così come era stato fatto fino a quel momento: nacquero, così, le prime bottiglie del Grumello ottenuto dalla Vigna Sassina, un vigneto di tale sottozona particolarmente vocato, che tutt'oggi continuo a produrre con grande soddisfazione. Nel 2010, dopo aver ristrutturato la cantina nel corso dell'anno precedente e avendo così a disposizione più spazio, decisi di far nascere il mio secondo Valtellina Superiore Grumello Docg - il San Martino - seguito, nel 2011, dalla mia terza etichetta, il Rosso di Valtellina Doc.

Quali sono gli aspetti essenziali che possono delineare al meglio la tua Cantina e la tua attività di vignaiolo?
Sono molto legato al territorio e, in modo particolare, al lavoro in vigna. Amo le tradizioni della mia terra e ritengo che il mio vino sia in grado di esprimerle. Cerco, quando possibile, di invitare i clienti privati e gli addetti ai lavori a visitare la Valtellina, perché possano vedere coi loro occhi le  nostre montagne oltre, ovviamente, alle mie vigne e alla mia cantina.

La tua Azienda produce esclusivamente Grumello, una delle sottozone indicate dal disciplinare del Valtellina Superiore Docg: quali le sono le condizioni pedoclimatiche di questa sottozona e quali caratteristiche regala ai tuoi vini?
Si tratta di un versante molto caldo e, in particolare, la vigna Sassina è caratterizzata da un suolo molto ricco di sabbia: ne deriva un vino leggermente più scarico da un punto di vista cromatico ma con un panorama olfattivo di ottima complessità e finezza.



Tu produci due etichette differenti di Grumello: ci puoi brevemente delineare le differenze fra questi due prodotti ?
Entrambi i miei Grumello sono ottenuti da uve della Vigna Sassina. Il prodotto tradizionale, di cui sta per entrare in commercio l'annata 2009, affina in botti grandi di rovere al contrario del San Martino che affina in tonneaux, sempre di rovere, da 750l; inoltre, le uve utilizzate per il San Martino sono soggette a un appassimento di circa un mese e mezzo in fruttaio. Queste differenze regalano al San Martino una maggior struttura e potenza; a breve sarà commercializzato il millesimo 2011.

Tu hai una figlia: qual è il rapporto di una giovane ragazza con la vitivinicoltura?
Mia figlia Cecilia è molto giovane - deve compiere 14 anni - e, pertanto, la sua attività principale è giustamente la scuola. In ogni caso, noto che ama davvero molto vendemmiare tanto che, per scherzo, le dico che mentre raccoglie l'uva si trasforma. Per quanto riguarda il continuare la mia attività in un futuro, vedremo: per ora è davvero troppo presto per parlarne.

La tua Azienda è da sempre a conduzione rigidamente famigliare: qual è, in relazione alla tua esperienza, il valore aggiunto di questa realtà?
Lavorare in un'azienda famigliare è importante, oltre che per evidenti ragioni affettive, perché ti permette di raccontare tutto quanto sta “dietro” a una bottiglia di vino perché, nelle piccole Aziende, ciascuno si occupa un po' di tutto e, di conseguenza, è in grado di comunicare non solo alcuni aspetti del lavoro ma l'intera storia di ciascun vino, arricchendolo dei dettagli vissuti in prima persona.

La viticoltura eroica e i terrazzamenti sono la firma fondamentale della coltivazione della vite in questa Valle: come influiscono questi aspetti sul tuo lavoro?
La Valtellina è, dal punto di vista della viticoltura, una zona unica. Il mio lavoro in vigna è totalmente manuale a causa delle elevate acclività dei versanti nonché della grande difficoltà nell'utilizzare le macchine agricole sui terrazzamenti. La manutenzione e la gestione delle vigne diventa, pertanto, estremamente lunga e faticosa. In questi giorni, sto ristrutturando dei muretti a secco e devo portare le pietre per svolgere il lavoro ancora con la carriola come facevano i nostri vecchi. Il nostro compito, però, in tal modo si arricchisce di un grande valore per la gestione e la tutela del territorio e del paesaggio.

Quale ritieni essere il tuo vino più rappresentativo e perché?
Direi il Valtellina Superiore Grumello Docg tradizionale in quanto rappresenta meglio la storia enologica della Valle e mostra caratteri di tipicità più spiccati in grado di valorizzare appieno sia il vitigno sia le caratteristiche di finezza, eleganza e longevità dei vini valtellinesi.

Un piatto da abbinare a un tuo vino e perché?
Proporrei il Valtellina Superiore Grumello Docg San Martino da gustare con un salmì di cervo: la maggiore potenza e intensità di questo vino sposano al meglio i profumi e i sapori intensi della selvaggina e della sua preparazione.

Valtellina Superiore Grumello Docg 2008
Il primo approccio a questo vino è subito carico di fascino grazie al suo luminoso e vellutato color granato. Le aspettative non restano certo deluse quando, avvicinato il bicchiere al naso, si viene raggiunti dalla finezza del suo bouquet. Le note di fiori rossi appassiti, immediatamente percepibili, introducono a un susseguirsi di sentori che spaziano dalla marasca matura, al ribes rosso, dalla prugna Sunsweet alla scorza di arancia; il già ampio panorama olfattivo viene col tempo completato da gradevoli sentori di cuoio e dalla verticalità di raffinate sensazioni balsamiche. L'ingresso in bocca, ampio e compatto, mostra note di inattesa gioventù grazie alla tannicità elegante ma ancora nervosa e alla evidente freschezza che ne sostengono il corpo e le morbidezze in un insieme armonico, persistente e di grande piacevolezza.

Augusto Gentilli   per www.italiadelvino.com 


 

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