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L’enologo ci racconta: spunti e riflessioni da Fabio Mecca

Fabio, enologo delle aziende del sud del gruppo Tommasi, tra cui Paternoster, è anche consulente per un ragguardevole numero di cantine del centro-sud. Ci aiuterà a capire caratteristiche e peculiarità della viticoltura di quei territori. Oggi pubblicheremo la prima intervista

L’enologo ci racconta: spunti e riflessioni da Fabio Mecca


Un paio d’anni fa ho conosciuto Fabio Mecca: eravamo nella stessa giuria in uno dei tanti concorsi con cui si conferiscono premi nel mondo del vino. In questo caso l’esperienza era particolarmente divertente sia per la tipologia dei vini in gara, Spumanti dal mondo, sia per la location dove si teneva il concorso.

Ho subito apprezzato Fabio per la grande competenza dimostrata, oltre che per la simpatia e la convivialità nei momenti di pausa tra le centinaia di degustazioni in programma, per cui nel successivo Vinitaly ho accettato il suo invito di andare ad assaggiare i vini di alcune aziende da lui seguite.

Esperienza estremamente positiva, tanto che abbiamo deciso di fare un percorso insieme: creare un appuntamento mensile in cui, grazie all’esperienza sul campo di Fabio – segue cantine in 6 diverse regioni – parlare di vigna e cantina, di territori e di vitigni particolari, insomma approfondire in modo leggero – attraverso una serie di chiacchierate – ma puntuale e preciso, una serie di temi di indubbio interesse per gli amanti del vino.

Credo che la cosa migliore sia dedicare questo primo appuntamento a conoscere professionalmente Fabio Mecca ed a inquadrare alcune delle tematiche che affronteremo.

D: Buongiorno Fabio, iniziamo la prima delle nostre chiacchierate. Dal tuo cognome, Mecca, non si intuisce subito la tua appartenenza ad una famiglia d’arte del vino.

R: Buongiorno a te Mauro. Effettivamente mia mamma è una Paternoster, quindi appartengo ad una delle famiglie che ha fatto la storia dell’Aglianico del Vulture. In particolare Don Anselmo è un’etichetta che negli anni è diventata un vero e proprio punto di riferimento.

D: Tu sei sicuramente considerato uno degli enologi emergenti. Laureato a Conegliano Veneto, hai poi iniziato la professione ma non sei sempre stato nell’azienda di famiglia. Mi dici chi sono state le persone di riferimento nella tua formazione ?

R: Paolo De Marchi sicuramente, avendo fatto il tirocinio nella sua azienda, Isole Olena. Siamo in Toscana, proprio nel cuore del Chianti. Paolo mi ha insegnato il rigore necessario in vigna e cantina. Poi Roberto Cipresso: per problemi interni ad un certo punto ho lasciato l’azienda di famiglia e sono diventato un suo collaboratore, per le cantine del centro-sud.. Ed infine Luigi Veronelli, che tenne una lezione in Università e che in una breve chiacchierata mi motivò tantissimo.

D: Come è stata l’esperienza con Roberto Cipresso e perché è finita ?
E’ durata quasi 4 anni. E’ stato un percorso stimolante perché l’asticella come suol dirsi si è alzata, perché ho scoperto che mi piace moltissimo girare, conoscere i territori e cercare di interpretarli facendo da consulente per più cantine. Poi è prevalsa la voglia di iniziare un percorso mio: con Roberto i rapporti sono splendidi ed ancora ora capita di collaborare, ma avevo voglia di mettermi in gioco personalmente, cercando di trovare cantine con cui fare un percorso di crescita insieme: importantissime sono state in questo senso Villa Dora in Campania e Feudo dei Sanseverino in Calabria.

D: Poi è arrivato finalmente il ritorno in Paternoster

R: Esattamente, e lì ho potuto applicare quanto imparato nel mio girovagare

D: Il gruppo Tommasi acquisisce la maggioranza di Paternoster e per te si aprono anche nuove possibilità

R: Certo, perché oltre a Paternoster mi è stata data la possibilità di seguire Masseria Surani, in Puglia, a Manduria

D: Naturalmente hai mantenuto e continuato a sviluppare l’attività di consulenza con le aziende, in parecchie regioni italiane. Giusto ?

R: Si, attualmente seguo aziende in Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria

D: Anticipiamo già che la prossima volta parleremo dell’azienda di famiglia, Paternoster, del Don Anselmo e che ci aspettiamo che tu ci riveli tutti i segreti dell’Aglianico. Uno spazio lo dedicheremo anche alle altre aziende della Basilicata che segui, che sono ?

R: Cantina Il Passo, piccola azienda al femminile, della S.ra Maria, che ha uno straordinario Aglianico del Vulture, Alte Vigne della Val Camastra con una sperimentazione di vigneti di Muller Thurgau e Traminer a 750 m d’altezza, ed infine Tenuta Marino, sita a Noepoli, nel Parco Nazionale del Pollino.

D: Grazie Fabio, direi che come prima puntata possiamo chiudere qui, ricordando che tra un mese sarà l’Aglianico del Vulture il protagonista della nostra chiacchierata.

R: Grazie a te ….e alla prossima….mancheranno pochi giorni al Vinitaly!

Mauro Giacomo Bertolli


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