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Cheese 2021: a Bra dal 17 al 20 settembre. Lo SPECIALE di italiadelvino.com

E’ il più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte. Il focus è sugli animali: senza di loro non esisterebbero i formaggi protagonisti di Cheese

Cheese 2021: a Bra dal 17 al 20 settembre. Lo SPECIALE di italiadelvino.com

PAGINA IN COSTRUZIONE: ULTIMO AGGIORNAMENTO mercoledì 01-09-2021 ORE 19.00 

SPECIALE CHEESE 2021

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si terrà a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte.
Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra.
Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento - che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza - sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio.

Italiadelvino.com vuole darvi tutte le informazioni possibili sulla manifestazione, per cui di seguito si sviluppa il nostro SPECIALE CHEESE 2021, aggiornato in TEMPO REALE con tutte le comunicazioni di Slow Food


COMUNICATO STAMPA in data 2021-09-01
Riceviamo dall'Ufficio Stampa di Slow Food e volentieri pubblichiamo

Il centro di Bra si prepara ad accogliere Cheese
Dal 17 al 20 settembre, Bra è la capitale mondiale dei formaggi a latte crudo. Ecco i luoghi della città coinvolti dalla manifestazione


La 13esima edizione di Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte in programma dal 17 al 20 settembre, porta a Bra (Cn) centinaia di pastori, casari, affinatori e appassionati. L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19 e la volontà di trascorrere quattro giorni in totale sicurezza hanno spinto gli organizzatori, Città di Bra e Slow Food, ad apportare alcune modifiche rispetto alle passate occasioni, in particolar modo per quanto riguarda la logistica. Ecco dunque  i luoghi coinvolti da Cheese 2021, evento al quale - lo ricordiamo - è possibile partecipare se in possesso della Certificazione verde Covid-19.

Il Mercato dei formaggi… e i Presìdi Slow Food

Da sempre, cioè dalla prima edizione svoltasi nel 1997, i protagonisti di Cheese sono i formaggi. Non c’è modo migliore di conoscerli che scambiando quattro chiacchiere - mantenendo la distanza e indossando la mascherina - con chi, quei caci, li ha maneggiati per pochi giorni o addirittura mesi: i pastori, i casari e gli affinatori.

Le bancarelle dell’area del mercato sono dislocate in diversi punti del centro storico di Bra, tutto percorribile a piedi: gli affinatori, ovvero gli specialisti della stagionatura, si accomodano in piazza Roma, proprio di fronte all’uscita della stazione ferroviaria.

Pastori e casari, chi cioè ogni giorno porta avanti un’azienda agricola o un caseificio, sono invece nella vicina piazza Carlo Alberto e in piazza Spreitenbach, poco più distante.

Il percorso che unisce le due aree espositive offre un'altra imperdibile deviazione, quella verso i Presìdi Slow Food, tra via Principi di Piemonte e il Cortile delle scuole maschili (oggi scuola elementare Rita Levi Montalcini).

I visitatori possono scoprire i salumi naturali e i formaggi tutelati da Slow Food.

Qualche esempio? Il Puzzone di Moena e il Trentingrana d’alpeggio, il Castelmagno, il Saras del fen e il Cevrin di Coazze, il Pecorino a latte crudo della Maremma, la Fresa di Ittiri, il Caciocavallo podolico e la Vastedda della valle del Belìce Dop, ma anche l'Emmentaler svizzero tradizionale e i formaggi a latte crudo irlandesi. Un vero e proprio giro d’Italia (e d’Europa) senza mai uscire da Bra.

Archivio Slow Food, ph Alessandro Vargiu




COMUNICATO STAMPA in data 2021-08-25
Riceviamo dall'Ufficio Stampa di Slow Food e volentieri pubblichiamo


Formaggi naturali d’Europa uniti a Cheese
Bra, dal 17 al 20 settembre 2021
Tour virtuale tra gli espositori del Mercato dei formaggi

Il Mercato dei formaggi è sempre stato il protagonista di Cheese, con centinaia di bancarelle pullulanti di caci di ogni tipologia e forma - dai caciocavalli delle tradizioni meridionali, alle tome alpine, dagli irresistibili erborinati ai caprini -, con gli aromi lattei e i sentori di prato che inebriano i visitatori nelle vie e per le piazze di Bra.
E anche quest’anno, per la tredicesima edizione di Cheese, gli espositori italiani e internazionali non hanno voluto mancare l’appuntamento con la manifestazione più importante al mondo sui formaggi naturali. Le incertezze legate alla pandemia sono state superate dalla voglia di incontrarsi, di scambiarsi sentimenti ed esperienze, di confrontarsi nuovamente con il caloroso pubblico di Cheese, ma soprattutto dall’esigenza di far parte ancora una volta del progetto che Slow Food e la Città di Bra portano avanti da oltre 20 anni.

In attesa degli ultimi ritocchi al catalogo degli espositori, avventuriamoci in un tour virtuale tra i Paesi europei e le regioni d’Italia dai quali provengono pastori, casari e affinatori di Cheese 2021.

Archivio Slow Food, ph Alessandro Vargiu

Gli affinatori e selezionatori

«Cheese è uno degli eventi internazionali ai quali non è possibile mancare» ci eravamo lasciati così due anni fa con uno dei più importanti affinatori italiani. Ed è questa opinione condivisa che ha portato i rappresentanti più affermati e importanti di questo nobile mestiere a scegliere, edizione dopo edizione, la manifestazione piemontese come punto di incontro, un luogo in cui confrontarsi e crescere insieme, come singoli professionisti e come categoria.
La Via degli Affinatori, come sempre allestita in piazza Roma, è un crogiolo di lingue, tecniche e segreti, di chi un formaggio lo sceglie pensando già al profumo e al gusto che sprigionerà una volta portato a maturazione.

Tra gli spagnoli incontriamo Pascual Cabaño con i pregiati formaggi dell’azienda Rey Silo e la Comunità Slow Food del Cammino di Santiago che presenta formaggi della migliore tradizione casearia delle Asturie ma anche sidra, miele e marmellate; da Madrid arrivano il mitico Poncelet con oltre 150 varietà di formaggi, e Queseria Cultivo con il suo Isla Corazon (irresistibile già a partire dal nome).

Intramontabili gli affineur d’Oltralpe con Joseph Paccard, 76 anni e un’azienda fondata nel 1990, insieme ai figli, con l’idea di stagionare formaggi di fattoria a latte crudo, tra cui l’antico Reblochon, e Marcel Petite con il suo Comté Fort St Antoine 24 mesi, da sempre uno dei prodotti più ricercati e apprezzati a Cheese.

Nel grande e gioioso match di Cheese, alle squadre di spagnoli e francesi, rispondono tedeschi, svizzeri, belgi, svedesi e portoghesi.

E poi, naturalmente, la schiera di italiani, tra i quali, gli immancabili Guffanti di Arona e le sperimentazioni con cui ci sorprende a ogni edizione Giandomenico Negro, o i piccoli gioielli di Matteo Villa.

Archivio Slow Food, ph. Alessandro Vargiu

I Presìdi Slow Food

Ma sono i pastori e casari i veri protagonisti di Cheese, quelli che ogni giorno portano avanti un’azienda agricola o un caseificio, e che nonostante le piccole dimensioni, si sobbarcano le incombenze della produzione, e pure quelle burocratiche. Sono loro che in questi mesi di chiusure hanno pagato il prezzo più alto, perché la natura, gli animali, non si sono fermati mai, nemmeno quando il loro principale sbocco commerciale (i ristoranti e i mercati locali) erano chiusi o viaggiavano a scartamento ridotto.

Citiamo qui, in rappresentanza di tutti gli espositori del Mercato dei formaggi di Cheese, alcuni tra i molti Presìdi Slow Food presenti a questa edizione, sia dall’Italia che dall’estero: con l’invito ad andare a trovarli tutti, tra via Principi di Piemonte e il Cortile delle scuole maschili per ringraziarli e onorare il loro (buon) lavoro.

Archivio Slow Food, ph. Alessandro Vargiu

Avete mai assaggiato il vero “formaggio svizzero”? Se la risposta è no la soluzione è nelle bancarelle di Gourmino, che insieme all’ Emmentaler tradizionale di alcuni piccoli caseifici resistenti all’omologazione industriale di questi ultimi decenni, ci propone lo Sbrinz d'alpeggio.

Rientriamo in Italia facendo visita al nutrito gruppo di Presìdi Slow Food del Trentino Alto Adige: dal Puzzone di Moena che tanto aveva sorpreso i visitatori delle prime edizioni di Cheese e del Salone del Gusto, al Vezzena, Casolet e Trentingrana (quello d’alpeggio) per chiudere con il Graukäse della Valle Aurina.

A rappresentare, all’interno dei Presìdi Slow Food, il più importante formaggio naturale al mondo, il Parmigiano Reggiano, è il Presidio della Vacca Bianca Modenese, di cui, oggi sono rimaste poche centinaia di capi dei 140 mila degli anni ‘50.

Vogliamo parlare della tradizione italiana dei formaggi a base di latte di pecora?

Partiamo dalla Toscana con il Pecorino a latte crudo della Maremma di Angela e Antonio Saba, quello che fa bene al colesterolo, perchè, dicono le analisi dell’Università di Pisa, è ricco di grassi buoni.

Attraversiamo il Tirreno per approdare in Sardegna, dove troviamo il Fiore sardo dei pastori, un salto indietro nel tempo per riscoprire una tradizione agropastorale millenaria, e la Fresa di Ittiri.

Con un balzo nell’estremo sud tocchiamo la Basilicata del Caciocavallo podolico e i produttori siciliani della Vastedda della valle del Belice Dop, riuniti nel consorzio di tutela. 

Archivio Slow Food, ph Paolo Properzi

Le istituzioni

Presenza fissa delle manifestazioni Slow Food che coniugano buon gusto a conoscenza dei territori e delle tradizioni locali, gli stand delle istituzioni regionali a Cheese 2021 consentono un vero e proprio tour d’Italia.

Si parte, ovviamente, dalla Regione Piemonte che non manca mai di raccontare nella grande area di piazza Spreitenbach, le storiche Dop alpine e i nuovi progetti appena avviati.

Non perde mai un’edizione la vicina Valle d’Aosta.

Nella casa del Friuli Venezia Giulia conosciamo i produttori che associano la qualità al rispetto per l’ambiente e per le persone, utilizzando esclusivamente il latte crudo.

Alla transumanza è dedicata la narrazione della Regione Puglia, pensata dall’assessorato alle politiche agricole e Slow Food Puglia. La regione è rappresentata anche dal Parco dell’Alta Murgia.

E poi l’Umbria con il Comune di Gualdo Tadino.

Slow Food Sicilia, oltre ad essere presente con uno spazio istituzionale e di degustazione in cui ospita i curiosi visitatori di Cheese, sostiene la presenza dei Presìdi Slow Food della regione e di altri produttori siciliani.

Ecco tutto quello che c'è da sapere per partecipare a Cheese 2021

Le info utili
https://cheese.slowfood.it/info-utili/

Le faq
https://cheese.slowfood.it/faq-tutto-quel-che-avreste-voluto-sapere-su-cheese-e-avete-anche-osato-chiedere/    

La manifestazione è a ingresso libero ed è organizzata nel rispetto di tutte le normative di sicurezza previste per contrastare la pandemia di Covid-19.

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si terrà a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte.
Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra.
Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento - che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza - sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio.
Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua.



COMUNICATO STAMPA in data 2021-08-18
Riceviamo dall'Ufficio Stampa di Slow Food e volentieri pubblichiamo


Latte? No, latti! A ogni razza il proprio formaggio
Vacche, pecore, capre... da ogni angolo d’Italia arriva un cacio diverso, simbolo di biodiversità. In attesa di conoscerli e assaggiarli a Cheese 2021, ecco un gustoso ripasso


Il latte non è tutto uguale ed è per questa ragione che è bene declinarlo al plurale: parlare cioè di latti. In Italia, in commercio, ci sono quelli di vacca, di capra, di pecora, di bufala e di asina. Tanti latti, dunque, e quindi tanti formaggi differenti.

A Cheese 2021 proviamo a raccontarveli, grazie al lavoro e alla passione di pastori, casari e affinatori che ogni giorno tramandano storia, competenze e sapori.

Nell’attesa che il più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte cominci (è in programma a Bra, in provincia di Cuneo, dal 17 al 20 settembre 2021) vi proponiamo allora un viaggio tra alcuni formaggi che rappresentano una tradizione, identificano una comunità e un luogo, i suoi pascoli e la sua storia, e che devono molto a razze locali, in alcuni casi ingiustamente considerate minori.

I formaggi di pecora: dalla Sardegna alle Langhe

Cominciamo dal fiore sardo dei pastori (
https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/fiore-sardo-dei-pastori/ ), Presidio Slow Food: si tratta di  un formaggio a latte crudo e intero munto da pecore di razza sarda, una razza autoctona antichissima nota per la qualità del proprio latte.
Il latte di una sola mungitura, senza alcun trattamento, viene posto in caldaia e coagulato con caglio in pasta di capretto o agnello; quindi si procede alla rottura della cagliata. Si forma il pecorino collocando la massa in stampi a forma di tronco-cono detti pischeddas. Il fiore sardo stagiona per un paio di settimane vicino a braci che danno un lieve sentore di fumo e poi in locali dove le forme sono appoggiate a terra per alcuni mesi.

Altro formaggio, altra isola: spostiamoci in Sicilia per scoprire la vastedda della valle del Belice (
https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/vastedda-della-valle-del-belice/), l’unico formaggio di pecora a pasta filata, riconosciuto Presidio Slow Food.
Protagonista, in questo caso, è la pecora della valle del Belìce, diffusa in particolar modo nelle province di Agrigento e Trapani ma presente in tutta la regione e anche nella vicina Calabria. Una curiosità su questo formaggio: il nome deriva dal termine dialettale vasta, cioè “guasta, andata a male”: i casari della zona, infatti, lo idearono per recuperare i pecorini che presentavano difetti, facendoli filare ad alta temperatura.

Pecore della valle del Belice

In Toscana, adesso, per conoscere la pecora massese: vello grigio piombo, pelo nero lucido, corna scure a spirale, occhi accesi e sporgenti, la si trova in Emilia, in Liguria e naturalmente in Toscana: sulle montagne pistoiesi, in particolare, resistono produttori che fanno il pecorino ( https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/pecorino-della-montagna-pistoiese/ ) seguendo interamente la tradizione: pecore in alpeggio, latte crudo e caglio naturale. Curiosi di assaggiarlo? È un Presidio Slow Food.

In provincia di Cuneo, nella zona delle Langhe, vive invece una pecora dal manto bianco, senza corna e con le caratteristiche orecchie portate in avanti e verso il basso:
è la pecora delle Langhe  (
https://www.fondazioneslowfood.com/it/arca-del-gusto-slow-food/pecora-delle-langhe/ ) , una razza ormai in via di estinzione inserita nell’Arca del Gusto di Slow Food, a cui dobbiamo la tuma, un formaggio di forma cilindrica, dal peso che oscilla tra i 200 e i 300 grammi, privo di crosta e la cui pasta è di colore bianco paglierino, morbida.

Tra Sicilia e Lombardia, sulle tracce dei formaggi di capra

La capra orobica ( https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/capra-orobica/ ) è una razza Presidio Slow Food: il suo latte viene utilizzato per formaggi tradizionali a latte crudo come il matuscin della Valtellina, il formagìn della Valsassina e la roviola della Val Brembana.
È una capra rustica, caratterizzata dalle corna imponenti, in grado di vivere e pascolare lungo i pendii impervi delle Alpi orobiche, nelle provincie di Sondrio, Bergamo e Lecco.

Mille chilometri più a sud vive un’altra capra dal latte eccellente:
la girgentana (
https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/capra-girgentana/ ) , che deve il nome al vecchio nome della città siciliana di Agrigento (Girgenti). Come riconoscerla? Semplice, guardando le corna: quelle della girgentana sono inconfondibili, a spirale.
Il suo latte, grazie all’ottimo equilibrio tra grasso e proteine, viene utilizzato per la tuma ammucciata.

La capra girgentana

Concludiamo il tour tra le capre italiane (e i loro derivati) dando uno sguardo alla garganica (https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/capra-garganica/), originaria dell’omonimo promontorio pugliese. Presidio Slow Food, con il suo latte si producono il canestrato e il cacioricotta.
La capra garganica viene allevata allo stato brado ed è immediatamente riconoscibile: merito del pelo lungo, liscio e nero corvino, della testa caratterizzata dal ciuffo e della lunga barba sotto il mento e dalle corna un po’ appiattite lateralmente.

Vacche: non esiste solo quella bianca pezzata di nero

Se pensiamo alle vacche, è probabile che la nostra immaginazione ci restituisca l’immagine di una mucca bianca con grandi macchie nere: bene, quella è la vacca di razza frisona olandese. In Italia, però, ce ne sono di tutti i colori! Innanzitutto la vacca grigio alpina (https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/razza-bovina-grigio-alpina/), Presidio Slow Food, concentrata soprattutto in provincia di Bolzano e di Trento con qualche presenza in Veneto e Friuli Venezia Giulia, che per secoli è stata allevata dalle popolazioni locali soprattutto in contesti marginali ed estremi come quelli dei masi di alta quota: è infatti in grado di adattarsi perfettamente alle dure condizioni ambientali di queste regioni montane, rivelandosi la razza ideale per l’economia rurale di montagna.
Quali formaggi regala? Quelli di malga: alcuni più magri perché si privilegia la lavorazione del burro, altri a crosta lavata, perché durante la stagionatura vengono inumiditi con acqua salata.

Spostiamoci in Piemonte per conoscere la razza bovina pezzata rossa d’Oropa (https://www.fondazioneslowfood.com/it/arca-del-gusto-slow-food/pezzata-rossa-di-oropa/), inclusa nell’Arca del Gusto di Slow Food, stretta parente della valdostana.
Si adatta bene alle difficili condizioni ambientali del pascolo montano e svolge un'importante azione di tutela ambientale e del paesaggio, oltre ad assicurare il latte con cui si produce il burro a latte crudo dell’Alto Elvo (
https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/burro-a-latte-crudo-dellalto-elvo/), Presidio Slow Food.

Una vacca rossa reggiana

Chi non ha mai assaggiato il Parmigiano Reggiano? Eppure molti non sanno che, fino al secondo dopoguerra, le regine incontrastate del Parmigiano Reggiano erano due razze autoctone:
la bianca modenese (
https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/vacca-bianca-modenese/) e
la rossa reggiana (
https://www.fondazioneslowfood.com/it/arca-del-gusto-slow-food/vacca-rossa-reggiana/).

Dagli anni Cinquanta, poi, sono state sostituite dalla razza frisona , famosa per la produttività e con le mammelle perfette per la mungitura meccanica.

Sia la bianca modenese che la rossa reggiana producono latti le cui caratteristiche risultano eccellenti per la produzione del Parmigiano Reggiano, eppure il numero di capi si è drasticamente ridotto: entrambe sono riconosciute da Slow Food, la prima è tutelata dal Presidio e la seconda è inclusa nell’Arca del Gusto.

Concludiamo il nostro tour virtuale nel sud Italia, parlando della vacca di razza podolica e del caciocavallo, il formaggio simbolo della tradizione casearia meridionale ed emblema della tecnica “a pasta filata”. Si tratta della tecnica messa a punto nei secoli per garantire conservabilità e salubrità ai formaggi di latte vaccino.
Slow Food ha due Presìdi sui caciocavalli da latte di razza podolica:
uno nel Gargano  (
https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/caciocavallo-podolico-del-gargano/) e
uno in Basilicata (
https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/caciocavallo-podolico-della-basilicata/).

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si terrà a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte.
Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra.
Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento - che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza - sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio.
Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua.


COMUNICATO STAMPA in data 2021-08-11
Riceviamo dall'Ufficio Stampa di Slow Food e volentieri pubblichiamo

A Cheese 2021 torna la Casa della Biodiversità!
Il cortile delle Scuole Maschili di Bra ospiterà conferenze, incontri e proiezioni di film per approfondire il tema dell’evento, “Considera gli animali”


Anche quest’anno la Casa della Biodiversità aprirà le proprie porte per accogliere i visitatori di Cheese 2021 interessati ad approfondire i temi al centro del più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte, in programma a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021.
Il cortile delle ex Scuole Maschili (oggi scuola elementare “Levi Montalcini") ospiterà incontri, dibattiti, proiezioni cinematografiche e degustazioni: la Casa della Biodiversità sarà il luogo dove accomodarsi, ascoltare le storie di pastori, casari ed esperti e scoprire che cosa significa - e perché è importante - considerare gli animali.

Il tema di Cheese 2021, la manifestazione organizzata da Città di Bra
e Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte, è infatti riassunto nello slogan Considera gli animali: un invito a riflettere sulle connessioni tra le azioni dell’uomo e il regno animale.

Le conferenze
Ogni giorno, la Casa della Biodiversità si animerà di due conferenze: una al mattino, in programma alle 12, e una al pomeriggio, a partire dalle 15. Il programma è variegato, ma sempre strettamente legato al regno animale: si parte dal mondo dei selvatici (dai cinghiali ai daini, passando per i lupi), per arrivare a uno degli habitat privilegiati per gli animali da latte: i prati naturali, veri e propri serbatoi di biodiversità.

E poi ancora storie di vita, con le testimonianze di casare e pastore che hanno scelto un mestiere duro ma ricco di soddisfazioni, e di progetti: L'atlante gastronomico dei Presìdi, in uscita per Slow Food Editore il prossimo settembre, e il Geoportale della cultura alimentare, promosso dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e finanziato dal PON (Programma Operativo Nazionale) Cultura e Sviluppo, di cui Slow Food è partner.

Sempre a Casa della Biodiversità, poi, si parlerà di benessere animale, di rinascita pastorale e di pascoli estensivi: per scoprire gli appuntamenti, tutti a ingresso gratuito, visitate il sito di Cheese 2021.

Un film… e un aperitivo
Ogni giorno la Casa della Biodiversità ospita le proiezioni di film selezionati nel quadro del progetto Cine (
https://www.slowfood.it/comunicati-stampa/progetto-cine-slow-food-riprendono-le-attivita-fino-aprile-2022/)  utili ad ampliare ulteriormente lo sguardo e farci conoscere le esperienze di tanti piccoli grandi eroi che stanno lavorando per un pianeta migliore.

Ecco il programma:

La fattoria dei nostri sogni (
https://cheese.slowfood.it/evento/la-fattoria-dei-nostri-sogni-the-biggest-little-farm-aperitivo-al-cinema/), in calendario il 17 settembre alle ore 18: è la storia di John e Molly Chester, coppia in fuga dalla città per realizzare il sogno di una vita, quello di costruire dal nulla un’enorme fattoria seguendo i criteri della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale. Al termine, degustazione a base di salumi e formaggi naturali.

Cru, la resistenza dei fermiers (
https://cheese.slowfood.it/evento/cru-la-resistenza-dei-fermiers/), in calendario il 18 settembre alle ore 18: un viaggio attraverso i campi e gli animali nella comunità di resistenti caseari francesi diventa una critica potente al consumismo e al sistema alimentare industriale moderno e la testimonianza delle difficoltà di questo mestiere (ma anche del piacere del cibo e della convivialità). Al termine, dibattito e degustazione dei formaggi fermiers dei Presìdi francesi.

Domani (
https://cheese.slowfood.it/evento/domani-demain-aperitivo-al-cinema/), in calendario il 19 settembre alle ore 18: che cosa salverà il nostro futuro? A cercare dei modelli sostenibili sono gli autori di questo documentario, vincitore del Premio César nel 2016, che ci porta alla scoperta (tra le altre cose) di permacultura e agroecologia. Al termine, degustazione a base di salumi e formaggi naturali.

To raise and rise (
https://cheese.slowfood.it/evento/allevare-e-crescere-to-raise-and-rise-aperitivo-al-cinema/), in calendario il 20 settembre alle ore 16:30: un toccante documentario sul modello di allevamento scelto da Laure, Nicolas, Annabelle e altri colleghi francesi, per dimostrare che un modello di produzione sostenibile esiste. Al termine, degustazione a base di salumi e formaggi naturali.

In adeguamento alle norme vigenti, l'accesso alle conferenze e alle proiezioni presso la Casa della Biodiversità a Cheese 2021 è consentito esclusivamente ai detentori del Certificato verde. A ogni appuntamento possono partecipare un massimo di 35 persone. Non c’è prenotazione. È consigliabile presentarsi in loco 15 minuti prima dell’orario di inizio.

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si terrà a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte.
Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra.
Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento - che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza - sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio.
Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua.


COMUNICATO STAMPA in data 2021-08-05
Riceviamo dall'Ufficio Stampa di Slow Food e volentieri pubblichiamo 

Cheese ti dà Appuntamento a Tavola
Anche per questa edizione tornano le storiche cene ospitate dal  ristorante Garden dell’Albergo dell’Agenzia e dal ristorante Battaglino


Gli Appuntamenti a Tavola ( https://cheese.slowfood.it/appuntamenti-a-tavola/) sono, storicamente, tra gli eventi di Cheese più attesi, e anche quest’anno il programma che bolle in pentola non è da meno. 

Quattro gli eventi in programma per la tredicesima manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte organizzata da Slow Food e dalla Città di Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre. Per apparecchiare le tavole più variegate, coinvolgono chef rinomati e giovani promesse della ristorazione, per approfondire la conoscenza del mondo dei latticini e dei formaggi o per esplorare con l’assaggio temi come il recupero e l’abbattimento degli sprechi alimentari e le interconnessioni tra ecosistemi diversi, come le terre alte e le terre d’acqua, le montagne e il mare.

Le cene si tengono a Bra, presso il ristorante Battaglino, e a Pollenzo, presso il Ristorante Garden dell’Albergo dell’Agenzia, giovedì 16, venerdì 17, domenica 19 e lunedì 20 settembre.

La preview: 16 settembre ore 20 - Appuntamento a Tavola con l’osteria Ai Due Platani e il Parmigiano Reggiano
(
https://cheese.slowfood.it/evento/la-via-del-parmigiano-reggiano/)

A volte, potremmo essere portati a pensare che i formaggi naturali siano prodotti misconosciuti, produzioni piccole, nomi ignoti ai più. Invece, a smentire questa percezione, spicca il nome del Parmigiano Reggiano, con tutta probabilità il formaggio italiano più noto nel mondo.
Ed è proprio il Parmigiano il protagonista della cena allestita dall’osteria Ai Due Platani di Parma che conferma da sempre il simbolo più importante della Guida Osterie d’Italia, la Chiocciola con cui si segnalano le migliori osterie del paese.
Ai Due Platani, la tradizione è di casa, con piccole innovazioni seguite con maestria dai cuochi in cucina. Pronti, dunque, a degustare un menù in cui il re dei formaggi è il protagonista indiscusso, insieme agli altri prodotti e alle ricette che rendono grande il territorio, dai salumi ai cappelletti fino ai vini delle cantine della stessa regione.

17 settembre ore 20 - L’Appuntamento a Tavola presso il Ristorante Battaglino di Bra: il formaggio circolare e la cucina del recupero secondo Ivan Milani
(
https://cheese.slowfood.it/evento/il-formaggio-circolare-il-ciclo-del-latte-del-pane-e-del-recupero/)

Quest’anno a Cheese diventa protagonista dei nostri Appuntamenti a Tavola anche uno dei luoghi del cuore di Slow Food, il Ristorante Battaglino di Bra! Suo ospite, Ivan Milani, chef in continua evoluzione, mai pago di novità e scoperte, con un’idea di cucina che muta nel tempo grazie alle influenze che respira, si misura con il concetto di recupero. Recupero che inizia dal pane a lievitazione naturale, che di forme di recupero ne ha in sé ben due: la scotta ottenuta dopo aver prodotto prima il formaggio e poi la ricotta sostituisce l’acqua nell’impasto; inoltre il miso di pane, prodotto con il pane avanzato, che conferisce al lievitato una complessità aromatica incredibile. Sempre a tema, il dessert è una torta di pane raffermo servita con un mascarpone alla verbena prodotto in casa. Tra il pane e il dolce tre portate che parlano della storia del cuoco e delle terre in cui ha vissuto e cucinato.

Questo appuntamento lo si acquista telefonando direttamente al ristorante, al numero 0172 412509. Affrettati perché i posti sono limitati (35 circa). Il costo della cena è di 47 euro vini inclusi.

19 settembre ore 20 - L’Alleanza dei Cuochi e le vie della transumanza in Calabria
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https://cheese.slowfood.it/evento/in-calabria-sulle-vie-della-transumanza/)

La pratica della transumanza, in Calabria, ha costituito una delle forme più antiche, e di più lunga durata, di economia naturale. Come in gran parte delle campagne collocate nel bacino del Mediterraneo, essa deve essere sorta – secondo il modulo della transumanza orizzontale, svolgentesi cioè tra montagna e pianura alle stesse latitudini – dalle necessità di alimentare una massa di bestiame che difficilmente poteva contare su condizioni agrarie e climatiche di allevamento stanziale.
Così Piero Bevilacqua descrive in un suo saggio la pratica della transumanza nella regione protagonista di questo appuntamento.

A raccontarcela coi loro piatti e i prodotti che meglio la esemplificano tre cuochi dell’Alleanza Slow Food, dal nord al sud, da San Sosti ad Albi a Cardeto. La tana del ghiro, La pecora nera e Il tipico calabrese vi danno Appuntamento a Tavola, e non si può mancare.

20 settembre ore 20: in Liguria - L’incontro tra il mare e l’entroterra nella cucina di Marco Visciola
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https://cheese.slowfood.it/evento/mare-e-monti/)

È il nome di innumerevoli ristoranti, pizzerie e alberghi in tutta Italia. Ma è anche il “riassunto” che meglio esprime, forse, l’essenza della cucina ligure, che è fatta appunto di mare e monti, di pesce e prodotti dell’entroterra, di un connubio felice e un’interconnessione continua tra ecosistemi diversi, le terre d’acqua e le terre alte. Per dipingerla in una cena imperdibile, Marco Visciola, talentuoso chef del Marin di Eataly Genova, quasi a creare un connubio tra Cheese e Slow Fish. In pochi anni Marco ha conquistato il palato dei buongustai e, oggi, è un punto fermo della cucina di qualità genovese e non solo. A lui il compito di raccontare la sua cucina attraverso piatti di mare con influenze dell’entroterra ligure. Preparatevi a essere sorpresi con il suo mare e monti!

Ecco quello che ci aspetta a Cheese, non resta altro da fare se non prenotare il proprio posto! Per la sicurezza di tutti, in adeguamento alle norme vigenti, gli appuntamenti di Cheese 2021 sono accessibili esclusivamente ai detentori di Certificazione verde.

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si terrà a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte.
Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra.
Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento - che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza - sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio.
Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua.

COMUNICATO STAMPA in data 2021-07-28
Riceviamo dall'Ufficio Stampa di Slow Food e volentieri pubblichiamo

Cheese 2021: gli animali al centro del programma
Non soltanto le razze da latte, ma tutta la biodiversità animale a cui dobbiamo i formaggi in mostra a Bra

Cheese, il più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte, torna a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021, organizzato da Città di Bra e Slow Food, con il sostegno della Regione Piemonte. Ma per permettere a un numero più ampio possibile di persone di seguire i temi al centro del dibattito abbiamo pensato a due conferenze online che si svolgono giovedì 16 settembre. Ecco un’anticipazione dei temi di cui parleremo insieme all’invito a collegarvi con noi per saperne di più!

Oltre il visibile: capiamo e salvaguardiamo il mondo animale
Serena Milano, segretario generale della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

Tutto ciò che vedete a Cheese 2021 non esisterebbe se non ci fossero gli animali. Non avremmo il latte e i formaggi. Non esisterebbero l’allevamento, gli alpeggi, la transumanza e i pascoli, ad esempio, cose che a Cheese non vedete con i vostri occhi ma che potete vivere con altri sensi, il gusto e l’olfatto.

Non solo: senza animali, anche la montagna sarebbe diversa: se le bestie non vagassero all’aperto libere di brucare l’erba il paesaggio sarebbe più incolto, meno vivibile, inospitale e inadatto alle attività umane, prima fra tutte l’agricoltura.

Eppure se guardiamo ai formaggi e pensiamo al mondo animale, non possiamo certo ragionare soltanto di vacche, di pecore o di capre. Occorre andare oltre e chiederci quali sono gli elementi vivi, appartenenti al mondo animale, che influiscono nel processo che ci consente di avere il latte e di conseguenza il formaggio: non soltanto i capi da latte, ma anche gli insetti impollinatori (a cui dobbiamo le fioriture) e i microrganismi che abitano il suolo: funghi, batteri e lieviti, per citarne qualcuno.

È per questa ragione che Cheese 2021 considera gli animali - come recita il claim scelto per questa edizione della manifestazione - nel senso più ampio: ogni forma di vita interviene nel processo che ci restituisce formaggi che rispecchiano al meglio le caratteristiche di un territorio. Saperlo è un dovere, scoprirlo un piacere.

Ne parliamo giovedì 16 settembre alle 16 nella conferenza Noi e gli animali  ( https://cheese.slowfood.it/evento/noi-e-gli-animali/ ). La partecipazione è libera previa registrazione per usufruire del servizio di interpretariato.

Archivio Slow Food, Brousse di capra del Rove, Presidio Slow Food – Francia, ph. Federico Trotta & Nicola Robecchi

La biodiversità si salva allenando il gusto: impariamo a comprare i formaggi naturali
Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

Non è certo la prima volta che a Cheese parliamo di formaggi naturali, di fermenti, di batteri lattici. Ma quest’anno lo facciamo in un modo ancora più pop.

Vogliamo parlare ai consumatori, far capire loro le ragioni per le quali da anni insistiamo sull’importanza dei formaggi naturali, educarli a riconoscerli quando li gustano e soprattutto abituarli a sceglierli e a chiederli.

Vale la pena, ve lo assicuro, perché un formaggio naturale e un formaggio con fermenti industriali non sono la stessa cosa. Il sapore, ad esempio, non è paragonabile: nei formaggi freschi la differenza è meno accentuata perché i fermenti non hanno avuto tempo di sviluppare gli aromi, ma in quelli stagionati c’è letteralmente un abisso: anche in soli 20 giorni la flora batterica si diffonde e si moltiplica dando origini a differenze organolettiche notevoli.

Ma non è soltanto una questione di gusto: i formaggi naturali - che, semplificando, sono quelli artigianali realizzati senza l’aggiunta di fermenti industriali ( https://www.slowfood.it/formaggi-naturali/ ) - sono l’espressione del luogo in cui vengono prodotti. In altre parole, ne riproducono in miniatura la biodiversità.

Produrre un formaggio naturale, infatti, significa lavorare con i batteri disponibili per natura: quelli degli animali (tranquilli, è normale: lo stesso corpo umano ne ospita miliardi), quelli che derivano dall’alimentazione al pascolo, quelli dovuti al clima… nel mondo, tutto porta batteri con sé: noi siamo convinti che questa diversità, questa ricchezza, vada salvaguardata. E per farlo occorre dire no a tutto ciò che è omologato e standardizzato, come i formaggi con fermenti industriali.

Ne parliamo giovedì 16 settembre alle 19 nella conferenza L'essenziale è invisibile agli occhi: la battaglia per i prodotti naturali ( https://cheese.slowfood.it/evento/la-battaglia-per-i-prodotti-naturali/ ) . La partecipazione è libera previa registrazione per usufruire del servizio di interpretariato.

Archivio Slow Food, ph. Paolo Properzi

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si terrà a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte.
Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra.
Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento - che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza - sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio.
Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua.


COMUNICATO STAMPA in data 2021-07-22
Riceviamo dall'Ufficio Stampa di Slow Food e volentieri pubblichiamo

I Laboratori del Gusto di Cheese 2021
28 occasioni per scoprire le connessioni tra il regno animale e il lavoro di casari, pastori, formaggiai, affinatori e cuochi

Ventotto occasioni per approfondire un mondo che tanto ci appassiona attraverso gli incontri con affinatori, cuochi dell’Alleanza Slow Food, Presìdi di razze e formaggi, ma anche vini e birre proposti in abbinamento. Tornano in presenza a Cheese 2021 - a Bra dal 17 al 20 settembre - i Laboratori del Gusto (https://cheese.slowfood.it/laboratori-del-gusto/) con i loro rituali di saperi e tecniche produttive, di parole e degustazioni, raccontando un nuovo e antico modo di considerare gli animali e chi li alleva ricavandone formaggi e carni.

In compagnia dei cuochi dell’Alleanza
E si presentano con una novità assoluta: una vera e propria serie di 10 appuntamenti in cui i protagonisti sono i cuochi dell’Alleanza Slow Food che si cimentano in piatti realizzati con uno o più formaggi di Presìdi del proprio territorio o con le carni di razze locali. Un tour dell’Italia per incontrare alpeggi e rifugi, fiutare sentori di prati e assaggiare aromi di latti, grazie ad ambasciatori dei loro territori, sapienti conoscitori delle risorse che hanno la fortuna di trasformare in cucina.

Così incontriamo Tiziana Favi e Hassan Ismail Gafar di Namo Ristobottega di Tarquinia (Vt) in un Laboratorio che unisce tradizione (il Caciofiore della campagna romana, Presidio Slow Food) e contaminazione (grazie a una ricetta egiziana a base di fave); Marta Foglio di Foodopia (Biella) e Cristian Borchi, dell’Antica Porta di Levante di Vicchio (Fi) che con i loro piatti raccontano la tradizione del burro, lungi dall’essere considerato un prodotto di scarto in molte zone d’Italia; Fabio Torchia della Tana del Ghiro di San Sosti (Cz) con cui ripercorriamo le vie della transumanza calabrese.

Direttamente da Campo di Giove (Aq), incontriamo Massimiliano Colelli, cuoco di La Scarpetta di Venere, che porta a Bra la mugnaia, un piatto di agnello realizzato utilizzando due Presìdi Slow Food: la ventricina vastese e il canestrato di Castel del Monte. Mentre a raccontarci la storia antica e curiosa del provolone del monaco è Franca Di Mauro del Cellaio di Don Gennaro di Vico Equense (Na).

Ci trasferiamo tra i pascoli delle regioni del Nord insieme a Marco Di Dedda della Corte di Bacco di Edolo (Bs) per un pellegrinaggio tra i Presìdi delle terre alte lombarde e rivisitiamo le mode culinarie di Pellegrino Artusi con Belinda Cuniberti dell’enoteca con cucina La Zaira di Valsamoggia (Bo), che prepara la carne di agnello cucinata alla bolognese e una crème caramel d’eccezione, realizzata con parmigiano reggiano di vacca bianca modenese Presidio Slow Food. E poi andiamo in Veneto con Giovanni Caltagirone del ristorante 13 comuni che presenta le carni di pecora e agnello dei pascoli di queste terre: la pecora brogna e l’agnello d’Alpago, entrambi Presìdi Slow Food.

Un laboratorio che parla della pura essenza dei pascoli, delle erbe che danno loro profumi e sapori è quello in cui viene raccontata la storia di due rifugi resistenti, in Piemonte e Trentino. Lo facciamo grazie alle parole della cuoca Valeria Morichi e del pastore Gian Vittorio Porasso che hanno stabilito il loro patto al rifugio Paraloup di Rittana (Cn), in Valle Stura, e alla testimonianza di Paolo Betti, del Rifugio Maranza, sulle montagne di Trento.

Dall’Italia… e dal mondo
Protagonisti dei Laboratori del Gusto, come da tradizione, sono coloro che producono e curano il formaggio.

E quindi, largo ai giovani che hanno “il latte nelle vene”, con una degustazione che ci porta a scoprire le loro storie e la loro visione del futuro in un laboratorio tutto italiano. E allora si parte con Nicola del Vecchio e Michela Bunino della società agricola Alba di Campolieto (Cb) e con Serena Di Nucci del Caseificio Di Nucci, di Agnone (Is): tutti molisani ed ex studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche, ci raccontano storie profondamente diverse ma unite dallo stesso impegno per la loro terra. E continuiamo facendo rotta  verso le Marche con Emilio Spada di Cau & Spada, di Sassocorvaro (Pu).

Hanno cominciato a incontrarsi a Bra alla fine degli anni ‘90, durante le prime edizioni di Cheese, e da allora non hanno mai saltato un’edizione, facendo della manifestazione organizzata da Slow Food un luogo d’elezione per questo mestiere così nobile e antico: sono gli affinatori, come il francese Joseph Paccard e il belga Kaasaffineurs Van Tricht, che potete incontrare nei Laboratori e nell’area del mercato a loro dedicata.

Calice o boccale?
E poi ancora gli abbinamenti perfetti con le birre. Cosa ne dite di gorgonzola, stilton, roquefort con i barley wine dai toni caramello intensi, le imperial stout con le loro sensazioni tostate e di liquirizia o alcune birre chiare alcoliche passate per qualche mese in botte? E perchè non provare la robiola di cinque casari abbinata ad altrettante birre tra blanche, helles, pils, blonde e summer ale?

Infine, anche quest’anno a Cheese abbiamo modo di addentrarci tra i segreti della norcineria italiana per scoprire che dietro a ogni salume c’è un’economia, e che l’impiego di carne bovina, ovina e caprina hanno spesso lo scopo di promuovere la pastorizia e le aree marginali, creando un reddito integrativo alla produzione di formaggi. I salumi naturali, inoltre, fatti senza nitriti e nitrati ma con il solo ricorso a conservanti naturali sono più salubri, oltre a rispecchiare pratiche di allevamento rispettose del benessere animale, e particolarmente attente all’alimentazione degli animali e ai loro tempi di crescita.

Chiudiamo con un breve tour dei 9 Laboratori del Gusto organizzati presso la Banca del Vino di Pollenzo, in cui i formaggi sono proposti in abbinamento a grandi vini, in interessanti verticali o inedite letture del territorio.

Qualche esempio? i formaggi spagnoli dell’affinatore Queseria Cultivo in abbinamento a diverse declinazioni del Vermouth di Torino; gli abbinamenti tra splendidi vini ossidativi selezionati da Velier e formaggi naturali stagionati; i territori del vitigno pecorino proposti in abbinamento a tanti pecorini dei Presìdi Slow Food.

E ancora, per stare più sul “classico”, le imperdibili verticali di Barolo 07-17 abbinato a diverse stagionature di tome della Valchiusella o di diverse annate di Amarone proposte in degustazione con diverse stagionature di Castelmagno.

Raccontiamo ancora altre storie, a Pollenzo, come il laboratorio che propone diverse tipologie di formaggi caprini, ovini e vaccini e la storia di un rapporto indissolubile con chi se ne prende cura e che di mestiere “considera gli animali” nel modo migliore possibile, allevandoli allo stato brado. In abbinamento, proposte enologiche dalle medesime regioni di provenienza dei caci: Trentino Alto Adige, Sicilia e Toscana.

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si terrà a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte.
Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra.
Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento - che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza - sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio.
Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua.


COMUNICATO STAMPA in data 2021-07-15
Riceviamo dall'Ufficio Stampa di Slow Food e volentieri pubblichiamo

È finalmente tempo di Cheese!
Gli animali al centro della tredicesima edizione, a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021

«Senza animali non avremmo latte e formaggi. E non esisterebbe neppure Cheese! Proprio per questa ragione abbiamo deciso di mettere gli animali al centro del nostro programma, affinché anche il pubblico prenda consapevolezza dell’urgenza di rivedere il nostro rapporto con la natura e con il mondo animale».
Serena Milano, segretario generale della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, ha presentato così la tredicesima edizione di Cheese - il più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte che quest’anno sarà a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre - il cui claim è proprio Considera gli animali.

Per saperne di più sui temi e i protagonisti della manifestazione, il punto di riferimento è il sito web cheese.slowfood.it, in continuo aggiornamento con grandi novità ogni settimana per consultare (e prenotare) il programma dei Laboratori del Gusto e degli Appuntamenti a Tavola e per partecipare alle conferenze e agli incontri.

Animali visibili e animali invisibili
«Un team di ricerca israeliano ha pubblicato sulla rivista Nature (
https://www.nature.com/articles/s41586-020-3010-5) uno studio sulla distribuzione della biomassa a livello terrestre - ha proseguito Milano - e i risultati sono sorprendenti: se guardiamo ai mammiferi, il 36% del totale è rappresentato da esseri umani, il 60% da animali allevati e appena il 4% da quelli selvatici, come elefanti, pipistrelli, panda e balene. È una proporzione spaventosa e della quale spesso non abbiamo contezza: dove si trovano tutti questi mammiferi allevati? Non li vediamo mai, perché perlopiù restano rinchiusi nei capannoni industriali». Che cosa c’entra tutto questo coi formaggi? C’entra eccome: basta pensare che «negli ultimi 30 anni l’Italia ha perso il 90% dei suoi pastori», cancellati da un’industria casearia sempre più forte.

Ma considerare gli animali implica non ragionare soltanto di vacche, di pecore o di capre: occorre andare oltre e chiederci quali sono gli elementi vivi, appartenenti al mondo animale, che influiscono nel processo che ci consente di avere il latte e di conseguenza il formaggio: non soltanto i capi da latte, ma anche gli insetti impollinatori (a cui dobbiamo le fioriture) e i microrganismi che abitano il suolo e lo rendono vivo: funghi, batteri e lieviti, per citarne qualcuno. Protagonisti di Cheese accanto ai mille caci.

La capra garganica della Puglia - Presidio Slow Food - i suoi formaggi sono tra i protagonisti del mondo lattiero caseario di qualità

Un palcoscenico dove far valere idee e valori
Cheese, fin dalla prima edizione, è l’occasione per degustare e acquistare formaggi, accompagnandoli a un buon calice di vino. Ma la manifestazione non si riduce soltanto a questo: da sempre è il luogo in cui lottare per far valere le proprie idee e salvaguardare un patrimonio troppo spesso minacciato da una politica miope e da interessi prepotenti dell’industria casearia.

«Nel 1997, quando siamo partiti, in Italia non si discuteva neppure di latte crudo» ha ricordato Barbara Nappini, la neoeletta presidente di Slow Food Italia.
«In quel periodo, i pastori e i casari che lavoravano con il latte crudo lo facevano quasi clandestinamente, perché per la maggiore andavano i formaggi con latte pastorizzato. Noi, sostenitori del latte crudo, abbiamo però vinto quella battaglia, al punto che oggi i formaggi prodotti in questo modo si distinguono per qualità ed eccellenza».

Negli anni, poi, Cheese è stato a più riprese il palcoscenico dove far valere le ragioni di chi crede che si debba conservare e valorizzare la biodiversità dei pascoli, scongiurando il rischio di omologazione dei formaggi prodotti in modo industriale. «Nel 2015, ad esempio, la battaglia era contro l’utilizzo del latte in polvere per la produzione di formaggi - ha proseguito Nappini -, ma anche in questo caso abbiamo avuto la meglio».

Oggi serve schierarsi contro i fermenti industriali. «A Cheese 2021 la stragrande maggioranza dei formaggi saranno naturali, tranne rare eccezioni inevitabili per disciplinare, come il gorgonzola che è comunque un formaggio straordinario - ha assicurato Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus -. Anche quest'anno insistiamo sul tema del latte crudo e dei naturali, che rappresenta una biodiversità invisibile, ma fondamentale per la vita».

Pastori e casari si raccontano nel Mercato italiano e internazionale di Cheese

Cheese 2021: un assaggio del programma
L’appuntamento, come detto, è dal 17 al 20 settembre. «Parteciperanno produttori e affinatori italiani e internazionali, provenienti da Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia e Svizzera» ha spiegato Alessandra Turco, responsabile eventi di Slow Food.
I formaggi saranno assoluti protagonisti, ma non mancheranno mieli, confetture, mostarde e una selezione di Presìdi Slow Food di salumi senza nitriti e nitrati – già presente nell’edizione 2019. E poi i consueti Appuntamenti a Tavola, in programma all’Agenzia di Pollenzo, e gli imperdibili Laboratori del Gusto, che quest’anno metteranno in ancor più stretta relazione «produttori e cuochi, per dimostrare che da prodotti fatti come si deve possono nascere piatti straordinari. Infine non dimentichiamo i momenti di riflessione sul tema dell’edizione 2021: le conferenze che si svolgeranno ancora online, in parte, e di nuovo, fortunatamente dal vivo, presso la Casa della Biodiversità».

Cheese 2021 segna anche un primo passo verso la normalità: sarà il primo evento internazionale di Slow Food in presenza dopo essere stati costretti a rivedere i piani per Terra Madre Salone del Gusto 2020 e Slow Fish 2021.

«Il Piemonte riparte attraverso i suoi simboli e ormai Cheese è un simbolo del Piemonte nel mondo - ha sottolineato il presidente della Regione Alberto Cirio -. L’appuntamento è a settembre per un momento a cui ci faremo trovare preparati anche dal punto di vista sanitario, con una copertura vaccinale che per allora avrà superato 6,5 milioni di somministrazioni e con il rispetto rigoroso di tutte le procedure, per garantire a chi parteciperà di farlo in modo sicuro».

«Oggi Bra, con Cheese, è diventata il punto di riferimento per il formaggio di qualità a livello mondiale, il ritrovo irrinunciabile per i migliori affinatori, per i più importanti buyer, l’evento da non perdere per chi lavora ai più alti livelli in questo settore o per chi ama enogastronomia e sostenibilità» ha concluso Gianni Fogliato, sindaco di Bra. «La macchina organizzativa del Comune e di Slow Food è già al lavoro per fare il meglio possibile di questa nuova edizione, garantendo partecipazione e sicurezza e ritrovando il piacere di stare insieme in questo evento bellissimo».

Vi aspettiamo a Bra, dal 17 al 20 settembre 2021!

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si terrà a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte.
Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra.
Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento - che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza - sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio.
Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua.


COMUNICATO STAMPA in data 2021-06-23
Riceviamo dall'Ufficio Stampa di Slow Food e volentieri pubblichiamo

Cheese 2021: a Bra dal 17 al 20 settembre
Il focus sugli animali: senza di loro non esisterebbero i formaggi protagonisti di Cheese

Cheese, il più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte, torna a Bra dal 17 al 20 settembre 2021. Gli organizzatori, Città di Bra e Slow Food, sono infatti all’opera per garantire la sicurezza per tutte le aree e per tutti gli appuntamenti del programma che in queste tredici edizioni hanno garantito il successo della manifestazione. Ecco qualche anticipazione, in attesa del programma completo, online su www.slowfood.ita partire dalla metà di luglio!

Focus del 2021 è il regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo, dalle razze da latte che garantiscono reddito alla microbiodiversità, dalle api a tutti gli altri impollinatori indispensabili per l’allevamento al pascolo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano a Cheese e che rappresenta un pezzo importante della storia dell’umanità. Ancora una volta, quindi, i formaggi sono i perfetti testimonial di un’avanguardia che affonda le proprie radici nel solido e millenario rapporto tra esseri umani, animali e ambiente.

Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento, sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio.

La quattro giorni di settembre infatti si conferma il palcoscenico perfetto in cui pastori, casari, formaggiai e affinatori raccontano, attraverso i loro prodotti, metodi produttivi che mettono al centro la qualità delle materie prime, il benessere animale, la tutela del paesaggio.

Li troviamo nel grande Mercato dei Formaggi e tra le bancarelle dei Presìdi Slow Food, ma non solo.
Immancabile la Gran Sala dei Formaggi e l’Enoteca dove abbinare un buon calice di vino alle decine di formaggi naturali e a latte crudo.

A chi vuole ritrovare il piacere di saperne sempre di più sono dedicati i Laboratori del Gusto (a Bra e a Pollenzo, a pochi chilometri da Bra, presso la Banca del Vino), con formaggi in abbinamento a pani, vini e birre, e i percorsi educativi di Slow Food pensati per grandi e piccini.

Mentre per chi vuole chiudere la giornata in bellezza, niente di meglio di un Appuntamento a Tavola, le cene ospitate nelle sale dell’affascinante Agenzia di Pollenzo, con cuochi selezionati da Slow Food e la loro personale interpretazione del territorio e della biodiversità attraverso tutte le forme del latte.

Come sempre, la manifestazione si colora delle interpretazioni regionali proposte dalle Cucine di strada e dalle originali preparazioni espresse dei Food Truck, il tutto arricchito dai birrifici selezionati, espressione della migliore sperimentazione brassicola italiana.

Anche per il 2021 la formula di Cheese non cambia: l’accesso all’evento è libero e sarà gestito in sicurezza. Per il programma completo, vi aspettiamo in rete su www.slowfood.itdalla metà di luglio. Ci vediamo dal 17 al 20 settembre a Bra!


COMUNICATO STAMPA in data 2021-04-19
Riceviamo dall'Ufficio Stampa di Slow Food e volentieri pubblichiamo

Ad annunciare ufficialmente le date della tredicesima edizione sono gli organizzatori, la Città di Bra e Slow Food, che hanno deciso di dare un segnale di ottimismo e di ripartenza a tutti i soggetti legati a questo evento e a ciò che esso rappresenta. Innanzitutto il mondo del formaggio di qualità, che come ogni due anni si riunirà nella cittadina piemontese, il territorio che da sempre ospita la manifestazione, ma anche i settori della ristorazione e dell’ospitalità alberghiera, tra quelli più duramente colpiti dalla crisi innescata dalla pandemia.

 «Nonostante il momento di difficoltà mondiale legato alla pandemia, abbiamo scelto di lavorare per la ripartenza della cultura, del turismo e della città, confermando la tredicesima edizione di Cheese – spiega il sindaco di Bra Gianni Fogliato –. Coniugando lo spirito che ha sempre caratterizzato la manifestazione con le necessarie regole sanitarie, vogliamo tornare a essere comunità che accoglie, realtà da vivere, luogo di relazione e crescita. Cheese è un grande patrimonio della Città di Bra: ci auguriamo possa essere un simbolo di fiducia e rinascita, rafforzando i valori che contraddistinguono il nostro territorio anche attraverso gli ideali che ogni due anni casari e pastori portano qui da tutto il mondo, e contribuendo a dare il necessario ossigeno alle attività locali e al comparto turistico». 

«Pastori e casari, come tutto il mondo agricolo, sono tra le categorie che hanno sofferto di più la crisi: la natura infatti non si è mai fermata e gli animali hanno continuato a produrre latte. Purtroppo molti casari che ospitiamo a Cheese hanno visto sfumare un importante sbocco di mercato con la chiusura delle attività di ristorazione e le restrizioni imposte a mercati e fiere. Ritrovarci nuovamente a Bra quest’anno, ovviamente nel pieno rispetto delle misure di sicurezza previste, assume quindi un significato ancora più forte» dichiara Daniele Buttignol, direttore generale di Slow Food Italia

La macchina organizzativa di Cheese 2021 è dunque avviata: «Siamo già all’opera per adattare i format storici di Cheese e rendere ogni occasione di conoscenza, degustazione, educazione, un momento da vivere in presenza e in piena sicurezza. Non mancheranno infatti i grandi classici: il Mercato dei formaggi e la Via degli Affinatori, punto di riferimento per appassionati e buyer, le conferenze di approfondimento e i momenti ludici per famiglie e bambini, per ricreare quel clima magico che per quattro giorni l’appuntamento braidese ci regala» continua Buttignol.

La manifestazione è da sempre avanguardia nel dibattito intorno al settore lattiero caseario di qualità, grazie alla partecipazione di pastori, casari, stagionatori e affinatori che si confrontano, sui palchi ufficiali delle conferenze e negli incontri informali, con cuochi, negozianti, tecnici e accademici, italiani e stranieri.

Dalla prima edizione del 1997 a oggi sono state tante le battaglie condotte, dalla difesa del latte crudo al no ai formaggi fatti con il latte in polvere, dai focus sulle normative e sulle politiche Europee, all’analisi delle storture del mercato del latte (che schiaccia i piccoli e omologa la produzione).

Nel 2019 ci eravamo lasciati con la consapevolezza di aver fatto breccia tra i produttori presenti e l’opinione pubblica sull’importanza della produzione naturale, non solo di formaggi, ma anche di salumi e pani, vini e birre. Naturale è possibile, dicevamo: si possono allevare gli animali al pascolo e produrre formaggi a latte crudo senza aggiungere fermenti selezionati.

Due anni fa la vivevamo come un’idea non nostalgica, ma innovativa e strategica per il futuro del cibo, per riconsegnare alla natura ciò che le appartiene, usando tutte le tecnologie che si sono affermate in questi anni, senza però compromettere le materie prime e il loro legame con il territorio.

Oggi, con le nuove consapevolezze che ci lascia in eredità la pandemia di Covid-19, la vediamo come una necessità, un imperativo: difendere strenuamente la biodiversità, a partire da quei preziosissimi microorganismi che naturalmente si trovano nelle malghe e nelle stalle e sono fondamentali per determinare unicità e qualità di ogni singolo formaggio, è un dovere nei confronti di chi verrà. È una vera, concreta, efficace e attuabile forma di transizione ecologica. E i formaggi, ancora una volta, sono perfetti testimonial di un’avanguardia che affonda le proprie radici nel solido e millenario rapporto tra esseri umani, animali e ambiente.

Cheese 2021 ci sarà. E noi non vediamo l’ora di incontrarvi tutti a Bra, curando ogni dettaglio per garantire la sicurezza in materia di salute. Il prossimo appuntamento è a luglio, con i dettagli del programma. Nel frattempo, seguite le nostre battaglie in difesa della biodiversità su www.slowfood.it


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