Italia del Vino - Expo 2015
Ricerca

 


Amarone 2021, un’ottima annata: questa la considerazione dopo Amarone Opera Prima 2026

Rosaria Benedetti ha partecipato per italiadelvino.com sabato 31 gennaio ad Amarone Opera Prima. A lei il compito di raccontarci l’annata e descrivere alcuni dei vini assaggiati

Amarone 2021, un’ottima annata: questa la considerazione dopo Amarone Opera Prima 2026


A detta di molti produttori e con la conferma della folta schiera di giornalisti e addetti stampa presenti sabato 31 gennaio a Verona ad Amarone Opera Prima 2026, l’annata 2021 ha le carte in regola per ottenere l’imprimatur di “Ottima Annata” 

Nelle numerose prove da botte si ritrovano i due maggiori denominatori “testimonial” di longevità, vale a dire acidità e tannini, declinati diversamente secondo zona, ai quali si aggiunge, per tutti, una buona ricchezza del sorso. 
Le tracce di opulenza ed esagerata morbidezza si sono perdute quasi per sempre (fatte salve le richieste di alcuni mercati) per lasciare spazio a verticalità ed eleganza. 
Le voci di corridoio tra le due ordinate corsie dei desk aziendali sussurrano che si vada facendo strada una teoria del ritorno alle origini, con vini più stretti che trasmettano con franchezza i tratti distintivi delle diverse zone di produzione. 
Calici alla mano, la Valpolicella si presenta vivace e il settore degli Amaroni sembra oggi in grado di muoversi con maggior scioltezza. 
Senza rinunciare a gradazioni alcoliche elevate, per altro raramente percettibili ma obbligate dalle tecniche di appassimento, gli assaggi riflettono una immagine meno omologante, più variegata e più territoriale. 
A invocare buoni auspici di conferma, necessari visti i tempi che corrono per il mercato, ha concorso anche la sfumatura di rosso in tonalità accesa che ha avvolto e contraddistinto l’allestimento nell’alternativa sede delle Gallerie Mercatali: un segnale di vitalità, accoglienza e prestigio per questo grande vino italiano che si è presentato con una settantina di nuove etichette 2021 di 67 aziende.

Di seguito la descrizione di alcuni dei vini assaggiati: non una classifica ma il racconto di alcuni che ci hanno colpito, in rigoroso ordine alfabetico.

Boscaini Carlo – S. Ambrogio di Valpolicella     
Amarone della Valpolicella DOCG Classico S. Giorgio
Boscaini Carlo ha portato due annate quasi gemelle, 2021 e 2020, che mostrano una grande coerenza stilistica, ma la 2021 rivela forse una ricchezza più ampia. 
Il colore volge al granato abbastanza trasparente, il profilo olfattivo spazia dalla confettura di mirtillo a quella di piccoli frutti, con un bel sottobosco e un tocco di chiodo di garofano e ciliegia sotto spirito. In bocca il vino resta snello ma già generoso, chiude fresco e nonostante i 16% di alcol, mantiene un equilibrio sorprendente. 

Ilatium Morini – Mezzane di Sotto 
Amarone della Valpolicella DOCG Leòn
Al calice è fitto e scuro. L’attesa delle note olfattive, alla mescita quasi ermetiche, è ripagata dopo pochi minuti da una tavolozza ricca di frutto nero, tocchi di cacao e ciliegia matura. La beva è già solida, sostenuta dalla giovanile vivacità dei tannini e prelude un futuro Amarone avvolgente e opulento, pienamente in linea con la tradizione. Il finale lievemente amaro si integra con naturalezza nel retrogusto che ripropone toni fruttati in equilibrio con una delicata balsamicità.

IN VETRINA
Palmento Costanzo
Scheda Cantina »»