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Il protocollo ZEI, Zero Environmental Impact, è una possibile risposta agli effetti dello stress termico estivo nelle vigne

Le vigne italiane sono sempre più sotto assedio e a rischio a causa dei picchi di caldo di questa torrida estate: il protocollo ZEI nasce dalla collaborazione tra l'enologo Alessandro Leoni e il professore Marco Esti (Data pubblicazione 13-08-2026)

Il protocollo ZEI, Zero Environmental Impact, è una possibile risposta agli effetti dello stress termico estivo nelle vigne
COMUNICATO STAMPA
Riceviamo dall'Ufficio Stampa di Feudi Spada e volentieri pubblichiamo


Si perfeziona il protocollo zei (zero environmental impact) per la salvaguardia delle vigne e della vite, per contrastare scientificamente i fenomeni meteo estremi.
Da nord a sud fenomeni estremi mettono a rischio i vigneti e la vendemmia. Oltre a siccità e temperature elevatissime, anche fenomeni meteorologici sempre più violenti, come le grandinate intense.

Secondo le elaborazioni di Italy for Climate sui dati dello European Severe Weather Database, pubblicate nel report annuale “I 10 Key Trend sul clima in Italia”, il numero complessivo di eventi meteoclimatici estremi censiti nel Paese è passato da circa 1.000 nel 2019 a oltre 2.300 nel 2026 e “tra i fenomeni che mostrano l’aumento più marcato figurano le grandinate intense. In Italia si è passati dai 281 episodi registrati nel 2019 ai 777 censiti nel 2025, quasi tre volte tanto in appena sei anni”.
Ormai l’agricoltura è costretta a fare i conti con un riscaldamento globale progressivo che non accenna a fermarsi. Anche in viticoltura i danni sono tanti e non è semplice intervenire in tempo e adeguatamente per salvaguardare la vite e, di conseguenza, la produzione vitivinicola.



“Negli ultimi anni gli effetti dei cambiamenti climatici hanno determinato un progressivo aumento della frequenza, dell'intensità e della durata delle ondate di calore durante il periodo vegetativo della vite. Le temperature superiori ai 35 °C, associate a elevata radiazione solare e ridotta disponibilità idrica, compromettono il normale metabolismo della pianta, influenzando negativamente crescita vegetativa, produzione e qualità delle uve”. Così spiega Alessandro Leoni, ideatore del protocollo ZEI assieme a Marco Esti, professore di Enologia presso l’Università della Tuscia. 
“Lo stress da caldo raramente si manifesta isolatamente; nella maggior parte dei casi è accompagnato da stress idrico, determinando un'interazione di fattori che limita la fotosintesi, accelera la senescenza fogliare, aumenta la produzione di specie reattive dell'ossigeno (ROS- molecole che accelerano l’invecchiamento del vino) e altera il metabolismo primario e secondario della vite. La moderna viticoltura richiede pertanto strategie integrate capaci di incrementare la resilienza fisiologica della pianta attraverso l'impiego di sostanze biostimolanti e composti in grado di attivare i meccanismi naturali di difesa, oltre a classici interventi agronomici, utili a contrastare i danni causati dal cado eccessivo.”



Quali sono gli effetti dello stress da caldo sulla vite
Le alte temperature provocano numerose alterazioni fisiologiche:
    • diminuzione dell'efficienza fotosintetica;
    • chiusura stomatica e riduzione degli scambi gassosi;
    • incremento della respirazione cellulare;
    • disidratazione dei tessuti;
    • denaturazione delle proteine;
    • riduzione dell'attività enzimatica;
    • accumulo di radicali liberi (ROS);
    • diminuzione dell'accrescimento vegetativo;
    • riduzione della fertilità delle gemme;
    • minore accumulo di zuccheri e composti fenolici;
    • disidratazione e scottature degli acini o di altre parti vegetali.

Dal punto di vista qualitativo, gli effetti più evidenti riguardano:
    • riduzione del contenuto di antociani;
    • degradazione degli aromi varietali;
    • perdita di acidità;
    • anticipo della maturazione tecnologica rispetto a quella fenolica;
    • maggiore disomogeneità produttiva
    • mosti e vini più instabili e facilmente ossidabili.

Come possiamo intervenire per mitigare gli effetti del caldo
Le strategie moderne possono essere suddivise in:
    • interventi agronomici;
    • gestione irrigua;
    • utilizzo di biostimolanti;
    • miglioramento della ritenzione idrica del suolo.

Queste pratiche risultano maggiormente efficaci quando vengono integrate in un programma preventivo.
Il Progetto ZEI (Zero Environmental Impact) nasce con l’obiettivo di sviluppare un modello di viticoltura rigenerativa capace di coniugare sostenibilità ambientale, qualità enologica e innovazione tecnico-scientifica. 
Ideato dal Prof. Marco Esti, docente di Enologia presso l’Università della Tuscia, e dal Dott. Alessandro Leoni, agronomo ed enologo, il protocollo è il risultato di anni di ricerca sperimentale e di validazione in vigneti produttivi italiani. 

Puntando all’utilizzo di biostimolanti, estratti vegetali, per difendere le piante dal caldo.
La filosofia del progetto si fonda sul principio che la protezione della vite possa essere ottenuta non solo attraverso l’impiego di fitofarmaci di sintesi, ma mediante l’attivazione dei naturali meccanismi fisiologici e biochimici della pianta. Il Protocollo ZEI utilizza infatti estratti vegetali, biostimolanti, corroboranti e sostanze naturali in grado di incrementare la capacità fotosintetica, migliorare l’efficienza metabolica e aumentare la resistenza della vite agli stress biotici e abiotici, contribuendo al tempo stesso alla tutela della biodiversità, del suolo e delle risorse idriche.

L’approccio promosso da Alessandro Leoni supera il concetto tradizionale di viticoltura biologica, proponendo un sistema di gestione orientato al “zero impatto ambientale”, nel quale la salute della pianta, del terreno e dell’ecosistema rappresentano elementi centrali della qualità finale del vino. In questa visione la vite non viene semplicemente difesa dai patogeni, ma viene resa fisiologicamente più resiliente attraverso la stimolazione dei propri processi naturali di adattamento.

All’interno del Protocollo ZEI assume particolare importanza la gestione degli stress climatici, oggi tra le principali criticità della viticoltura mediterranea. L’aumento delle temperature estive, la crescente frequenza di eventi estremi e la ridotta disponibilità idrica rendono necessario adottare strategie preventive basate sull’impiego di biostimolanti, induttori di resistenza, estratti di alghe, lisati proteici e molecole osmoprotettrici, come la glicinbetaina, capaci di preservare l’efficienza fisiologica della vite e garantire continuità produttiva e qualità delle uve, il tutto accade attivando i geni di resistenza della vite.

ZEI pertanto punta ad utilizzare strategie ecosostenibili da estratti vegetali, oggi disponibili per mitigare gli effetti dello stress termico estivo e approfondendo il ruolo dei biostimolanti e delle sostanze ad azione fisiologica nel migliorare la resilienza del vigneto secondo i principi della viticoltura sostenibile.



IN VETRINA
Palmento Costanzo
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