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Tre volti per un vitigno: il Montepulciano d'Abruzzo nelle interpretazioni di Cantina Ciavolich

Un percorso storico iniziato nel XVI secolo che trova oggi la sua massima espressione nei terroir di Loreto Aprutino, attraverso la declinazione del vitigno simbolo abruzzese in tre interpretazioni uniche (Data pubblicazione 20-08-2026)

Tre volti per un vitigno: il Montepulciano d'Abruzzo nelle interpretazioni di Cantina Ciavolich

La storia della cantina Ciavolich ha origini antiche, che hanno inizio nella lontana Bulgaria. Originariamente mercanti di lana, la famiglia Ciavolich abbandona il suo paese per fuggire dall’avanzata delle invasioni saracene, e trova riparo in Italia nel paese di Miglianico, in provincia di Chieti, approssimativamente nel 1560.
Nel corso dei secoli successivi, i Ciavolich entrano in possesso di terreni grazie ad una serie di passaggi fino a quando, nel 1853, Francesco Ciavolich edifica la prima cantina nella quale inizia a vinificare le uve dei terreni circostanti.

A cavallo del nuovo secolo, il matrimonio tra Giuseppe Ciavolich e la nobildonna Ernestina Vicini di Loreto Aprutino segna la svolta anche per l’azienda, ampliando l’attività agricola nei territori di quest’ultima, e nel corso del ventesimo secolo la produzione si concentra proprio qui.
Negli anni ’60, dalla divisione ereditaria di Donna Ernestina, la famiglia ricevette la tenuta agricola di Loreto Aprutino composta da circa 50 ha: 3 coltivai ad uliveto, 10 di seminativi e 35 coltivati a vite, sui quali Giuseppe Ciavolich piantò Montepulciano, Trebbiano e Cococciola. 

Il territorio vitato di Loreto Aprutino, in Contrada Salmacina, è caratterizzato da due forme di allevamento: metà a pergola abruzzese da selezione massale, e metà a spalliera da selezione clonale.
Oggi è presente un secondo nucleo aziendale, con 7 ha di vigneto, a Pianella (Contrada Vicenne Sud) 

Dal 2004 alla guida dell’azienda di famiglia c’è Chiara Ciavolich


Il territorio di Loreto Aprutino è caratterizzato principalmente da un suolo argilloso, bilanciato da una parte sabbiosa arrivata per via eolica dal vicino gruppo del Gran Sasso.
Questa conformazione unica assicura un adeguato apporto idrico nelle annate secche, ma necessita di particolare riguardo nelle annate piovose, per evitare ristagni d’acqua. Anche la luce ricopre un importante ruolo in questo territorio: questa zona geografica vanta di una radiazione globale – ovvero la somma della radiazione diretta e della radiazione diffusa – tra le più alte in Italia, supportata dall’azione dissolvente delle brezze marine e montane sulle nubi. 



È grazie anche a tutte queste condizioni che la varietà d’uva Montepulciano è capace di massimizzare la sua espressione, che in Ciavolich ritroviamo all’interno di 3 etichette:
• Montepulciano d’Abruzzo DOP
• Montepulciano d’Abruzzo DOP Divus 
• Montepulciano d’Abruzzo DOP Fossocancelli 

Montepulciano d’Abruzzo – 2024 
Dal colore rosso rubino e porpora, presenta note di di frutta rossa e fiori freschi – fragola, ciliegia, lamponi, rosa, viola – ed una delicata nota speziata ad avvolgere il sorso.
Durante tutta la bevuta si mantiene fresco, con un leggero tannino che dona al vino un po’ di struttura, senza la quale perderebbe in bevibilità. Tutte queste caratteristiche vengono mantenute integre grazie ad una vinificazione e affinamento in acciaio ed un periodo in bottiglia, rispettivamente di un anno e mezzo e di sei mesi. La vendemmia viene effettuata esclusivamente a mano.

Montepulciano d’Abruzzo Divus - 2021 
Prodotto con le uve dei vigneti più antichi della tenuta, Divus viene vinificato in acciaio e poi fatto maturare in botti e barrique di vari passaggi per un anno, in modo da addomesticare il vino senza coprirne le caratteristiche. 
Di colore rosso rubino intenso, al naso giungono note intense di confettura di frutti rossi quali lampone, fragola, mora, e note speziate di liquirizia, pepe nero e pepe rosa. 
Al palato si presenta vellutato, morbido e lungo, sostenuto da una freschezza che aiuta la beva. 
Il nome Divus è un omaggio all’imperatore Diocleziano e alla storia antica, della quale la produttrice Chiara Ciavolich è molto appassionata.

Montepulciano d’Abruzzo Fosso Cancelli - 2020 
Prodotto dai vigneti più antichi, risalenti al 1965 e portati avanti per selezione massale, è l’unico Montepulciano della linea Fosso Cancelli, la quale si distingue dalla linea Ciavolich per la produzione in vasche di cemento, la raccolta esclusivamente manuale e la fermentazione spontanea, a carico dei lieviti indigeni senza controllo della temperatura. A fermentazione conclusa, il vino viene fatto riposare per un anno nelle stesse vasche di cemento dove è stato prodotto, e successivamente affinato in bottiglia per almeno tre anni. Il profilo organolettico di Fosso Cancelli è caratterizzato da fiori rossi freschi ed appassiti, frutta rossa matura come lampone, mora e mirtillo, ed una marcata nota speziata e balsamica. La beva è morbida ed elegante.



In tutte e tre le interpretazioni, il Montepulciano di Ciavolich racconta la storia di una terra, nonché di un’antica famiglia che ha dovuto affrontare numerose sfide. Ne emerge una produzione solida e caratteristica, perfettamente intrecciata nel tempo col territorio nel quale risiede.

NOTA: foto di Meghouse Creative Agency

Marco Parpaiola



MARCO PARPAIOLA si presenta
"Sono Marco Parpaiola, un ragazzo di Cadoneghe nella provincia di Padova, laureato in "Scienze e Cultura della Gastronomia” presso UniPD e Sommelier.
Da sempre la cucina e il buon bere hanno avuto ruoli importanti nella mia vita, dal condividere un calice nei momenti di festa, ai grandi pranzi in famiglia e tra amici.
Per questo e altri motivi mi sono appassionato al mondo del vino, e grazie ad esso, ogni momento di convivialità viene reso più speciale."

IN VETRINA
Palmento Costanzo
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